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| LA BIOGRAFIA DI FLAVIA |
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Mi sono avvicinata al mondo dello spettacolo spinta da una passione e da un interesse
davvero precoci: credo siano nati con me! Alla mia prima esperienza avevo infatti solo
17 anni e tanta voglia di conoscere e farmi conoscere in giro.
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Ho iniziato con i concorsi di bellezza di Miss Italia, con tutto il relativo itinere di
preselezioni in una miriade di paesini e in svariatissime categorie: Miss Audace, Miss
Balnearia, Miss Muretto, Miss Maglietta bagnata, Miss Grand Prix... più che con l'intenzione
di emergere, partecipavo a questi concorsi come fossero un gioco, allo scopo di socializzare
e creare nuove amicizie, ma ricordo bene quanto lo spirito di competizione già affiorasse
e non nego di aver assistito e scene incredibili di madri disposte a qualunque cosa pur di
introdurre le loro figlie nell'effimero mondo dello spettacolo: addirittura, durante una
serata in cui ero stata eletta tra le finaliste, mi ritrovai senza scarpe, trucchi e vestiti
che le goliardiche colleghe mi avevano rubato!
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Comunque conservo dei bei ricordi di quel periodo perchè ho imparato a sfilare e a posare, e
sono rimasta in contatto con alcune "vecchie" Miss provenienti da città e paesi diversi: ci
troviamo per raccontarci cosa facciamo adesso...
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Nel 1996, quando ancora non avevo subito "mutamenti estetici", fui notata da un gioielliere che mi
propose di interpretare Marilyn per le gallerie delle sue creazioni, in Liguria e a Milano: l'idea ebbe molto successo e io fui confermata
anche come testimonial per la creazione di una scultura moderna raffigurante la Madonna con Bambino.
La mia soddisfazione fu grande poichè Marilyn Monroe ha sempre rappresentato per me un punto di riferimento, una grande icona di
stile: dolce ma sexy allo stesso tempo, mai volgare (come ogni donna, secondo me, dovrebbe essere) e dotata di una immensa
sensibilità, fattori che la accomunano ad un'altra grande icona di stile del secolo appena concluso e già assurta al ruolo
di mito e leggenda: Lady Diana.
Entrambe donne forti, legate dal mistero della loro prematura morte probabilmente perchè troppo emancipate per il loro tempo e
soprattutto per il ruolo che rappresentavano. |
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Per cercare di imparare ad essere "più sciolta" nei movimenti ed iniziare a guadagnare
qualcosina durante gli anni universitari (Giurisprudenza) ho fatto la cubista in discoteca:
all'epoca la situazione mi entusiasmava moltissimo, non vedevo l'ora che arrivasse la
serata per salire sulla famosa torre dell'Adrenaline o di tanti altri locali dove ho lavorato.
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Quello era il mio modo per essere al centro dell'attenzione e socializzare: avevo infatti
fans accaniti che mi raggiungevano ogni settimana da posti lontanissimi solo per poter
scambiare quattro chiacchiere con me e ciò mi lusingava davvero.... purtroppo però sono rimasta
fortemente delusa dall'ambiente della notte perchè mi sono resa conto che è completamente
privo di valori: impera la superficialità, circolano spesso molti stupefacenti e inevitabilmente
le relazioni nate in quel contesto durano difficilmente: sono figlia di genitori separati,
i miei si erano conosciuti in uno dei locali dove io ho in seguito lavorato come ragazza
immagine.
Conservo inoltre un ricordo particolarmente spiacevole legato al mondo dei locali notturni: la mia migliore amica ed il suo ragazzo morirono in uno spaventoso incidente stradale a causa di un colpo di sonno mentre uscivano dalla discoteca; a loro seguirono altri tre miei compagni di classe e uno di loro, che lavorava in discoteca, arrivò a suicidarsi in seguito ad una delusione amorosa.
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Approdare alla carriera di presentatrice nel 1997 è servito a sbloccare la mia innata
timidezza e a fare la famigerata Gavetta: capire come presentare uno show, imparare ad interagire
con ospite e pubblico (mantenendolo sveglio con delle battute, magari!) considerare i tempi
della diretta, presentare e ringraziare gli sponsor...
Non sono mancati nel corso degli anni i colpi di scena: dagli svenimenti sul palco ai lanci
di pomodori, passando per lo strappo del vestito e il famigerato scoppio del labbro (causato
da una brutta infezione) in piazza a Carpi, durante una torrida estate mentre presentavo uno
spettacolo di musica dal vivo!
In un'altra circostanza, durante un programma televisivo che conducevo su Teletricolore,
ricordo che mentre introducevo dei muli in studio uno di questi cuccioli, presumibilmente
preso dall'emozione delle luci e della telecamera, ha pensato bene di lasciare un ricordino
"puzzolente": confesso che è stato un po' complesso portare a termine lo
show!
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Anche Castrocaro Terme, nel 1999, è stata per me un'esperienza bellissima e che mi
ha arricchito molto perchè, attraverso la frequentazione di corsi obbligatori di
differenti discipline, abbiamo appreso che un addetto dello spettacolo deve conoscere
argomenti come la musica, il teatro, l'improvvisazione e la danza.
Ricordo inoltre che durante questo Festival Tricolore della Canzone Italiana è nata
una appassionante ma breve storia d'amore con un mio coetaneo, un musicista punk-rock molto
affascinante...
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Proprio alla luce di questa esperienza io, che già parlavo correntemente tre lingue (italiano,
inglese e portoghese) ho deciso di seguire corsi di perfezionamento per il mio settore: corso di recitazione
c/o "Teatro del Tempo" di Parma diretto dal M° Albanelli; Corso di dizione c/o "Teatro
Piccolo Orologio" di Reggio Emilia; Scuola di recitazione e dizione Galante Garrone di Bologna; scuola
di recitazione "teatro bibiena" diretta dal maestro Giorgio Trestini di Bologna.
Moltissimi, infine, gli spettacoli presentati in Chiesa per esaltare la musica del maestro Gino
Ghillani (mio nonno), per il quale ho sempre nutrito grandissima stima ed ammirazione: seguirlo
nel suo percorso di cantautore è stato fondamentale per apprendere tante piccole astuzie del
mestiere.
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Mio nonno mi ha sempre guidata e sostenuta nella realizzazione dei miei sogni ed è
quindi grazie al suo prezioso aiuto che ho trovato la forza di risollevarmi nei momenti di
maggiore difficoltà, quando mi sono vista scavalcata da chi non aveva meriti ma solo
raccomandazioni ed io, con il doppio dell'esperienza, mi ritrovavo a presentare "eventi
di serie B". Anche in queste circostanze le parole di mio nonno mi hanno illuminato il
percorso: "qualunque cosa tu faccia, grande o piccola che sia, mettici tutta la tua
passione: apprezzerai e assaporerai meglio ogni attimo della tua vita".
Gli svariati eventi a scopo umanitario presentati, inoltre, mi hanno in qualche modo avvicinato
all'universo della musica classica e dei cori, ma ciò che maggiormente mi soddisfa è
l'aver fatto del bene poichè il ricavato di tali spettacoli (fra i quali, ad esempio, il
"Progetto Pino") è stato interamente donato in beneficenza per aiutare i bambini paraplegici
a recuperare l'uso degli arti inferiori: vedere il loro sorriso e la voglia di vivere trasparire
dai loro occhi mi ha reso la persona più felice del mondo!
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